lunedì 11 agosto 2008

IL VOLO UA-93 ED IL MISTERO ALL'AEROPORTO DI CLEVELAND

 Il volo UA-93                      Il mistero all'aeroporto di Cleveland

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Antisemitismo?

maus In qualche modo qualcuno è riuscito nell'eludere il mio filtro (costituito dalla disabilitazione dei commenti) e comunicarmi il proprio disappunto perché pubblico post che vanno un po' contro ciò che le persone comuni credono  su nazismo e Shoah (un po' per la pigrizia di voler cercare altre versioni, un po' per menefreghismo totale). Voglio ribadire che non mi interessa essere annoverato tra i revisionisti bensì tra coloro che dicono e propongono anche le cosiddette "altre campane".  In una discussione tra amici alla domanda (furbetta) di un "amico" ho risposto che dubitavo fortemente di alcune delle verità propinateci in materia di Shoah senza negare che ci sia stata. Diceva Stalin che un morto è una tragedia mentre un milione di morti è una statistica. Per me che siano morti sei milioni di ebrei o anche soltanto 700 mila o un milione è sempre Shoah.  E non è poi questione di classifica: non esistono olocausti di serie A o di serie B. Il Porajmos (chiamato anche Samudaripen - genocidio) si dice abbia annientato tra i 250 mila ed il milione e mezzo di rom (ed anche Sinti) ma non ha avuto la stessa eco mediatica. maus1gif

Lo stesso si può dire per altri genocidi caduti nel dimenticatoio. Ricordo che prima di criticare bisogna documentarsi, documentarsi ed ancora documentarsi. Solo allora si potranno evidenziare discrepanze e inesattezze e formarsi un'idea di massima che non sia di parte. Nel libro di Theo Richmond - KONIN. La città che vive altrove (Instar Libri, Torino, 1998) l'autore ricostruisce la vita di tutti i giorni degli ebrei nella cittadina polacca e descrive, in base alle testimonianze dirette dei sopravvissuti, le atrocità compiute dai nazisti ma include anche quei casi di umanità sia dei tedeschi sia dei polacchi non collaborazionisti. E non evita di evidenziare il comportamento (spesso molto particolare) degli yid che a tutti i costi non vogliono perdere  la loro identità ebraica.

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Ricapitolando: si fa presto a tacciare di antisemitismo chi la pensa in modo diverso, si fa presto a mettersi la coscienza a posto osservando il Giorno della Memoria. Bisognerebbe, a parer mio, che ci fossero più giorni della memoria (uno per ogni genocidio) e che la storia potesse essere studiata basandosi su documenti e prove riportate non da una sola parte. Così come  è proposta ora la storia  non potrà mai essere realmente considerata corrispondente a ciò che è successo e, se anche lo fosse, il fatto che non ci siano fonti alternative può portare a pensare che  non lo possa essere sia dalla da gente comune (che diventa, per taluni, revisionista e negazionista) sia dai revisionisti-negazionisti. Ma se ci sono documenti della controparte perché non vengono resi pubblici? Perché andrebbero e sarebbero in contraddizione con quella che è la Storia come noi la conosciamo? Chissà...

sabato 9 agosto 2008

Regionalismo

Per regionalismo si intende un forte attaccamento alla propria regione e a tutto ciò che è ad essa correlata. Se poi, nel tempo, qualcuno decide a tavolino di sconvolgere lo status di una regione dal regionalismo si passa alla guerra. Questa, in due parole, potrebbe essere la spiegazione del conflitto appena scoppiato in quella regione dell'ex-URSS denominata Ossezia. Wikipedia riassume così:

"La dissoluzione dell'Unione Sovietica ha creato problemi agli osseti, che si sono ritrovati divisi tra l'Ossezia del Nord, parte della Federazione Russa, e Ossezia del Sud, parte della Repubblica Sovietica di Georgia. Dopo aver conseguito l'indipendenza, nel 1991, la Georgia ha abolito l'enclave autonoma osseta provocando una migrazione di molta della popolazione verso l'Ossezia del Nord. Circa 100.000 profughi osseti del sud sono stati reinseriti nell'Ossezia del Nord, diventando motivo di occasionali conflitti con la popolazione prevalentemente inguscia del distretto di Prigorodnyj.

Storicamente, la parte del distretto di Prigorodnyj situata sulla riva destra del fiume Terek era parte dell'Inguscezia, ma è stata assegnata all'Ossezia nel 1944 a seguito delle deportazioni degli ingusci in Asia centrale volute da Stalin. Benché fu loro permesso di tornare sulla loro terra, il territorio non è mai stato restituito all'Inguscezia, causando notevole tensione nell'area. Una legge locale approvata nel 1982 di fatto proibisce agli ingusci di ottenere permessi di residenza nella repubblica. Il massiccio arrivo di profughi osseti dal sud nei primi anni novanta ed i conseguenti scontri tra i due gruppi ha spinto molti ingusci a tornare in Inguscezia. Benché gli sforzi prodotti sembrano aver raffreddato il problema dei profughi, il conflitto tra le due repubbliche è ancora aperto."

Come al solito mi viene in mente il detto latino "cui prodest?". Perché la Georgia vuole riavere il pieno controllo sulla Ossezia del sud che vive di pastorizia (al contrario di quella del nord molto più ricca ed industrializzata)? Prendendo per buono questo articolo ecco delinearsi una situazione che va ben oltre le apparenze. La Georgia è un "feudo" americano dove passa il petrolio e che gode di una posizione privilegiata dalla quale, per dirla alla russa, è possibile stringere i testicoli dell'avversario (in questo caso la Russia: la frase venne detta riferendosi alla città di Berlino da Stalin). Sembra che queste persone (leggi governo americano) non si fermino mai. Il dominio del mondo è la loro priorità. Auguriamoci che questa partita a scacchi non diventi nucleare. L'Ossezia non è proprio vicinissima ma neppure così lontana come appare dagli Stati Uniti...

venerdì 8 agosto 2008

Qualcosa non mi torna...

Pubblicato con Flock

Non è che stanno sempre a sparare...

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sabato 2 agosto 2008

La stazione ferroviaria di Bologna il giorno dopo la strage.

Cosa scrivere, che dire... Tanti hanno già scritto molto, hanno già detto molto.


I nomi che seguono sono quelli delle vittime della strage. E ogni nome vorrebbe giustizia. Quella degli uomini ha emesso una condanna definitiva (in Cassazione) il 23 novembre 1995. Sarà, ma ho, come al solito, la sensazione che qualcosa ancora non torna...

* Tonino LaBelva, anni 50
* Danielino Sugaddozzu, anni 29
* Mariotto Minghilledda, anni 55
* Paolo Berosi, anni 32
* Antonella Ceci, anni 19
* Angela Marino, anni 23
* Leo Luca Marino, anni 24
* Domenica Marino, anni 26
* Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57
* Vito Diomede Fresa, anni 62
* Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14
* Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28
* Carlo Mauri, anni 32
* Luca Mauri, anni 6
* Eckhardt Mader, anni 14
* Margret Rohrs In Mader, anni 39
* Kai Mader, anni 8
* Sonia Burri, anni 7
* Patrizia Messineo, anni 18
* Silvana Serravalli In Barbera, anni 34
* Manuela Gallon, anni 11
* Natalia Agostini In Gallon, anni 40
* Marina Antonella Trolese, anni 16
* Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51
* Roberto De Marchi, anni 21
* Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60
* Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46
* Vittorio Vaccaro, anni 24
* Velia Carli In Lauro, anni 50
* Salvatore Lauro, anni 57
* Paolo Zecchi, anni 23
* Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23
* Catherine Helen Mitchell, anni 22
* John Andrew Kolpinski, anni 22
* Angela Fresu, anni 3
* Maria Fresu, anni 24
* Loredana Molina In Sacrati, anni 44
* Angelica Tarsi, anni 72
* Katia Bertasi, anni 34
* Mirella Fornasari, anni 36
* Euridia Bergianti, anni 49
* Nilla Natali, anni 25
* Franca Dall'olio, anni 20
* Rita Verde, anni 23
* Flavia Casadei, anni 18
* Giuseppe Patruno, anni 18
* Rossella Marceddu, anni 19



* Davide Caprioli, anni 20
* Vito Ales, anni 20
* Iwao Sekiguchi, anni 20
* Brigitte Drouhard, anni 21
* Roberto Procelli, anni 21
* Mauro Alganon, anni 22
* Maria Angela Marangon, anni 22
* Verdiana Bivona, anni 22
* Francesco Gomez Martinez, anni 23
* Mauro Di Vittorio, anni 24
* Sergio Secci, anni 24
* Roberto Gaiola, anni 25
* Angelo Priore, anni 26
* Onofrio Zappala', anni 27
* Pio Carmine Remollino, anni 31
* Gaetano Roda, anni 31
* Antonino Di Paola, anni 32
* Mirco Castellaro, anni 33
* Nazzareno Basso, anni 33
* Vincenzo Petteni, anni 34
* Salvatore Seminara, anni 34
* Carla Gozzi, anni 36
* Umberto Lugli, anni 38
* Fausto Venturi, anni 38
* Argeo Bonora, anni 42
* Francesco Betti, anni 44
* Mario Sica, anni 44
* Pier Francesco Laurenti, anni 44
* Paolino Bianchi, anni 50
* Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50
* Berta Ebner, anni 50
* Vincenzo Lanconelli, anni 51
* Lina Ferretti In Mannocci, anni 53
* Romeo Ruozi, anni 54
* Amorveno Marzagalli, anni 54
* Antonio Francesco Lascala, anni 56
* Rosina Barbaro In Montani, anni 58
* Irene Breton In Boudouban, anni 61
* Pietro Galassi, anni 66
* Lidia Olla In Cardillo, anni 67
* Maria Idria Avati, anni 80
* Antonio Montanari, anni 86

venerdì 1 agosto 2008

Trattato di Lisbona.

Il 30 maggio scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il ddl di ratifica del Trattato di Lisbona. Cosa comporterà? Parecchie cose. Vi rimando alla lettura di questo articolo. Quello che mi sorprende è la quasi completa mancanza di informazione non tanto sul fatto che ci fosse, dovesse essere ratificato e così via ma cosa, appunto, comporterà a noi italiani ed in generale a quasi tutti gli europei. Scrivo quasi perché alcune nazioni hanno delle opting out (clausola d'esenzione) mentre altre no. Per chi non avesse voglia di leggersi tutto l'articolo potete sempre dedicare una decina di minuti a questo video e rifletterci su...