lunedì 3 dicembre 2007

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Caricato da whatifeel

domenica 2 dicembre 2007

C'è qualcosa di strano, la fuori...

A proposito di monarchia


Keh'-ren è il termine ebraico che significa raggiante ma anche corna e si dice che il termine corona derivi dall'ebraico piuttosto che da altre lingue. Mi ha sempre affascinato questo strano copricapo. Utilità pratica zero. Per mostrare la posizione ricoperta in una qualsivoglia struttura gerarchica sono sufficienti altri simboli. Ma se dobbiamo dare credito al significato, all'origine del nome, è plausibile pensare che chi stava al vertice della società, nella notte dei tempi, fosse riconoscibile per il fatto che il suo volto fosse raggiante o circondato da una certa luminosità (ad esempio, una testa all'interno di un casco illuminato da delle piccole luci o un casco con delle luci per visualizzare l'ambiente circostante o più semplicemente una fascetta di materiale fosforescente il cui uso ci è ignoto). Dove voglio arrivare? Da nessuna parte. Dico semplicemente che se queste "divinità", a suo tempo, designarono i loro discendenti non erano sicuramente dotati di preveggenza. Nel tempo parecchie monarchie si sono dimostrate veramente pessime e questo basterebbe per dimostrare che l'aver reso regale quell'individuo forse era funzionale in quella circostanza, in quel periodo storico. Quando il popolo era un'accozzaglia di bruti e forse quello scelto era un leader, un capotribù, qualcuno con il quale riuscire a trasmettere qualcosa. Non fosse altro che un po' di civiltà. Un po' come facevano certe nostre potenze coloniali con i popoli cosiddetti incivili e con i loro capi. E' ancora valido il concetto di monarchia? Per me la risposta può essere una sola. No!

Urla e Talk show

La televisione italiana non è più quella di una volta. Forse quella di un po' di anni fa' era troppo imbalsamata. Quella di oggi urla. Ma non scopro nulla scrivendo queste poche righe. E' venuta meno l'educazione per le strade e la televisione riporta in un modo un po' edulcorato quella maleducazione che regna sovrana quasi dappertutto. C'è chi urla per rivendicare le proprie ragioni visto che anche chi non ha ragione urla per farsi passare come uno che ha ragione e per questo urla. Pessima frase quella che sto per scrivere ora: si stava meglio quando si stava peggio. Parola di Osservatore Neutrale.



P.S.: Pessima frase perché si rifà a tempi andati dove pochi potevano dirsi veramente felici. E quei tanti gioivano per quel poco di più che qualche volta capitava loro, ma gioivano sinceramente. Capivano realmente il valore delle cose. E quando si sente pronunciare questa frase c'è una sola considerazione da fare: non siamo messi bene proprio per niente... Ricordare per esperienza personale o per testimonianze dirette ed indirette ciò che è successo e provare nostalgia per un periodo di ristrettezze è veramente triste. Ma da il polso della situazione attuale. Il paziente non è morto, però è in coma indotto.

Omofobia


Il vocabolario della lingua italiana la definisce così: "avversione ossessiva per gli omosessuali e l’omosessualità". Wikipedia riporta:

Con il termine omofobia si indica il pregiudizio, la paura irrazionale o l'odio violento nei confronti delle persone omosessuali, o le azioni che da esso derivano o che ad esso sono riconducibili.

Per omofobia si può intendere anche la paura dell'omosessualità, ed in particolare la paura di venire considerati omosessuali, ed i conseguenti comportamenti volti ad evitare gli omosessuali e le situazioni considerate associate ad essi. [...]

Inoltre:

Il semplice dissenso nei confronti dello stile di vita omosessuale, quando non si manifesti in forma violenta, non costituisce in quanto tale omofobia, trattandosi di una semplice espressione di un libero pensiero; può tuttavia scadere nell'omofobia nel momento in cui giustifichi, condoni o scusi atti di discriminazione, marginalizzazione, persecuzione e violenza perpetrati in base al solo dato dell'omosessualità e in assenza di altri motivi. L'omofobo può arrivare alla violenza fisica e all'omicidio, motivati dalla pura e semplice omosessualità della vittima.

L'episodio di omofobia che ha ottenuto più risalto (grazie al fatto che la famiglia ha voluto che fosse reso noto, invece di nasconderlo) è stato l'assassinio a freddo di un ragazzo del WyomingUSA, Matthew Shepard, avvenuto per mano di due suoi coetanei, che hanno sostenuto di averlo voluto punire per una "avance" sessuale in base al cosiddetto "panico gay". [...]
... l'omofobia cambia moltissimo a seconda della cultura di appartenenza. Alcune culture ritengono infatti sana e scontata l'espressione di disgusto o scherno verso gli atti e le persone omosessuali e, "se necessaria", la violenza per impedire le "spudorate" manifestazione dei comportamenti omosessuali.
In questo secondo senso l'omofobia può trarre (e normalmente trae) nutrimento e soprattutto legittimazione da condanne religiose
(esempio «Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.», Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2357) [...]

Secondo alcuni teorici, tra cui Calvin Thomas (qui citato in uno scritto del 2000) e Judith Butler,


« il terrore di essere considerati omosessuali domina le menti dei "normali eterosessuali", perché proprio questo terrore costituisce la mente di un "normale eterosessuale". È esattamente questo orrore per le "abiette" passioni omosessuali, prodotto e rinforzato dalla società, che crea e fa perdurare le mentalità dei "normali eterosessuali" in quanto tali, [...]» e che governa l'istituzione della "normativa etero".

Prosegue Thomas:


« L'omofobia comporta non solo la paura di coloro che sono spregevolmente identificati ma anche la paura di essere a propria volta spregevolmente riconosciuti: la paura, come dal significato letterale della parola, di essere "uguali a". Quest'ultima paura è una componente considerevolmente più forte nell'omofobia che nel sessismo o nel razzismo, perché il maschio sessista o il bianco razzista corrono molto meno il "pericolo" di essere scambiati per una donna o un non-bianco, rispetto a un "normale eterosessuale" di essere "scambiato" per un omosessuale.»

Se non l'avete ancora fatto vi riporto il concetto di panico gay:

La difesa da panico gay (in inglese: gay panic defense, che sarebbe meglio tradotto come difesa da panico anti-gay) è un termine che descrive una strategia legale difensiva, relativemente rara ma di alto profilo, nei confronti di accuse di aggressione o omicidio. In Gran Bretagna è anche conosciuta come guardsman's defence. [...]

La difesa da panico gay è utilizzata principalmente negli Stati Uniti, in particolar modo nelle aree dove l'intolleranza sociale, l'omofobia e la disapprovazione nei confronti dell'omosessualità sono assai diffuse. Occasionalmente, è stata utilizzata anche in casi di violenza contro transgender, transessuali e lesbiche.

Anche se mai utilizzata comunemente, l'utilizzo della difesa da panico gay viene sempre meno applicata a causa della maggior tolleranza nei confronti dell'omosessualità. I giudici spesso permettono questa strategia difensiva solo nel caso in cui siano convinti dell'onestà dell'imputato nel credere imminente un'aggressione sessuale da parte della vittima. Le indicazioni date ai legali dal Crown Prosecution Service di Inghilterra e Galles affermano:


« Il fatto che la vittima faccia avances sessuali all'imputato non provvede automaticamente, da sola, l'imputato di una difesa o auto-difesa per le azioni che potrebbero avere luogo. »

E' da notare la somiglianza con l'uso fino a qualche decennio fa nei tribunali italiani di considerare le vittime di stupro partecipanti alla colpa. Infatti fino a poco prima del '68 quando una donna veniva violentata era diffusa l'idea che essa aveva probabilmente provocato il suo aggressore con comportamenti troppo procaci.
Eclatante è il caso del delitto del Circeo, in cui una delle principali strategie di difesa fu quella di insinuare che se le due ragazze vittime (di cui una uccisa) avessero condotto una vita da "brave ragazze di casa" non si sarebbero cacciate in quella situazione, mentre conducendo una vita emancipata e libera hanno finito per provocare gli istinti dei loro aggressori.


Da buon osservatore, seppur etero (citazione non necessaria e, comunque, non facente parte della serie excusatio non petita, accusatio manifesta), mi sembra doveroso sottolineare che in una società come la nostra un non problema sia stato nel tempo e a causa di tanti fattori considerato quello che è oggi. Siamo nel 2007 e.v. ed ancora siamo qui a scriverne, parlarne, ecc.

Junk science


"Junk science is a term used in U.S. political and legal disputes that brands an advocate's claims about scientific data, research, analyses as spurious. The term generally conveys a pejorative connotation that the advocate is driven by political, ideological, financial, and other unscientific motives." Questa definizione (da noi tradotta come scienza rottame) è tratta da Wikipedia edizione inglese (in quella italiana non c'è riscontro). Da discreto osservatore non poteva sfuggirmi questo sito. Forse, tutti noi (chi più, chi meno), dovremo riflettere di più, accettare dopo aver ben valutato, dopo esserci fatti una nostra idea. Quello che altri fanno (cioè cercare di far passare per vero ciò che potrebbe non esserlo) dovrebbe cozzare contro una buona dose di sano scetticismo. Non è vero perché lo dice la tv, l'opinionista, il giornale, internet, wikipedia. E' vero perché è suffragato da prove (reali, non costruite). Osservare, per poi decidere. E sentirsi, almeno un po', meno burattini...

sabato 1 dicembre 2007

Piramidi europee

Sembrerebbe che anche l'Europa abbia le proprie piramidi. Si troverebbero in Bosnia, a pochi chilometri da Sarajevo, a Visoko (o Visoki). Un articolo interessante lo potete trovare qui. L'unica riflessione che mi vien da fare è che, se confermata, la presenza di questi edifici potrebbero far pensare a:
- un governo mondiale pre-glaciazione
- un tipo di architettura comune per edifici con le stesse destinazioni d'uso
Cosa ci facessero è del tutto relativo. Immaginatevi di trovare una raffineria tra diecimila anni. Non c'è nemmeno la più piccola traccia di petrolio. La civiltà di quel futuro non utilizza e mai utilizzerà petrolio come combustibile. Risultato: quell'incrocio di tubi, serbatoi e apparati per il trattamento del petrolio (o quello che dopo diversi millenni ne rimarebbe) cosa farebbe pensare? Nel nostro periodo storico quando non si sa a cosa serve qualcosa di ritrovato, da un archeologo, viene subito etichettato come per uso religioso, votivo,ecc . Io, comunque, mi limito ad osservare, voi, se volete, fatevi un idea...